Maggio, 2022

mar24mag20:30Gustav Mahler | Sinfonia n. 4Spira mirabilis 20:30 Teatro Comunale Pavarotti - Freni, Via del Teatro, 8Rassegna:Musica di StagioneEventi:Con Abbonamento e Biglietto,Concerti Straordinari

Giorno e Orario

(Martedi) 20:30

Luogo

Teatro Comunale Pavarotti - Freni

Via del Teatro, 8

Programma di sala

Gustav Mahler

Sinfonia n. 4 in sol maggiore

In collaborazione con Fondazione Teatro comunale Pavarotti – Freni

solista da definire
Spira mirabilis

 

La più cameristica delle sinfonie di Mahler, quella dove il compositore rinuncia a una parte dei giganteschi organici che avevano caratterizzato le altre sinfonie (pur contando un dispiegamento di oltre sessanta orchestrali), ruota attorno al Lied che costituisce l’ultimo movimento: Das himmlische Leben” (la vita celeste), nel quale un bambino descrive secondo una sua visione ingenua e infantile la vita nel reame celeste. La Sinfonia rappresenta quindi una riflessione sui temi della morte e dell’infanzia, nella quale non mancano tratti ironici e che si chiude in un senso di generale serenità e pacificazione.

 

Ingresso da 10 a 20 euro
biglietteria a cura di Fondazione Teatro comunale Pavarotti – Freni 

 

programma
Gustav Mahler (1860 – 1911)
Sinfonia n. 4 in sol maggiore
in quattro tempi per orchestra e soprano solo

  Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo)
  Im gemächlicher Bewegung, (Con movimento tranquillo, Senza fretta)
  Ruhevoll (Calmo)
  Sehr behaglich “Das himmlische Leben” (Molto comodamente “La vita celeste”)
  per soprano solo da “Des Knaben Wunderhorn”

 

Spira mirabilis è un progetto nato nel settembre 2007 per volontà di alcuni giovani musicisti professionisti già attivi nelle più importanti realtà musicali europee.

L’esigenza era quella di creare uno spazio per lo studio approfondito della musica in cui condividere idee e imparare, al riparo dal ritmo frenetico del mondo musicale professionale. Per ogni incontro viene scelto un solo brano del repertorio da analizzare e studiare. Creare un’interpretazione coerente e univoca senza la presenza di un direttore è un lavoro lungo e difficile che richiede molta discussione, responsabilità e capacità critica, ma è questo processo nella sua complessità ad essere il motivo dell’esistenza del nostro progetto. Per questo diciamo che Spira mirabilis non è un’orchestra, ma un laboratorio di studio, volto alla ricerca intellettuale e artistica e alla crescita dei musicisti.

L’ensemble prende il nome dalla Spira mirabilis, una figura geometrica che gode di una peculiare proprietà: di qualunque dimensione essa sia, risulta sempre sovrapponibile a se stessa. Allo stesso modo nel nostro progetto i musicisti variano a seconda del repertorio scelto cambiando la dimensione del gruppo ma non l’identità. Passo fondamentale sono i progetti con strumenti originali e le masterclasses con esperti del linguaggio barocco e classico (L. Coppola, M. Bilson, J. Bötticher, A. Bernardini) e romantico (H. Holliger) volte alla creazione di un bagaglio di conoscenze condiviso fra i musicisti.

Dalla sua fondazione Spira mirabilis si è rapidamente affermata sulla scena musicale come fenomeno unico, e ha già all’attivo 76 progetti con residenze in tutta Europa, e concerti a Londra (Queen Elizabeth Hall), Brema (Musikfest Bremen), Amburgo (Elbphilharmonie Konzerte), Roma (Accademia Filarmonica Romana), Parigi (Cité de la musique), Essen, Istanbul, Berlino, Aldeburgh Music Festival. È stata nominata “Ambasciatrice culturale dell’Unione Europea” per l’anno 2012. Nel dicembre 2013 la città di Formigine, sede del gruppo, ha inaugurato l’Auditorium Spira mirabilis, nato grazie al felice incontro con la comunità. Nel 2015, con la Nona, è stato completato il ciclo delle sinfonie di Beethoven, un percorso durato otto anni, che ha costituito la spina dorsale del gruppo. Il lavoro con musicisti, coristi e solisti ha richiesto un anno di preparazione ed è stato coronato da tre concerti realizzati in ambiti molto diversi fra loro, dal teatro all’italiana alla fabbrica, che hanno visto una affluenza di pubblico straordinaria ed eterogenea. Il 2016 è stato l’anno in cui Spira mirabilis si è aperta al teatro nel desiderio di mettere presto in scena un’Opera. Si è infatti cimentata, con il ‘Così fan tutte’ di Mozart, eseguendone sezioni dei due atti comprendenti recitativi ed arie uniti narrativamente. Successivamente, insieme ad una piccola compagnia teatrale e ad un coro di voci bianche, è stato realizzato ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di Shakespeare con le musiche di Mendelssohn. Nello stesso anno è stata affrontata per la prima volta una sinfonia di Brahms, la N.4, poi ripresa nel gennaio 2017 sul palco dell’Auditorium della Rai di Torino.

A settembre 2017 Spira mirabilis ha festeggiato il suo decimo anniversario, trovandosi in quegli stessi giorni a calcare per la prima volta il palco del Teatro Alla Scala di Milano con l’Eroica di Beethoven. Nello stesso anno, in novembre, si è ripreso l’intenso discorso cominciato con lo studio del repertorio sinfonico di Brahms, affrontando questa volta la sua Prima Sinfonia in una tournée italiana. Il 2018 è stato inaugurato con Beethoven: in febbraio è stata infatti eseguita la Sinfonia Pastorale in una nuova tournée italiana mentre in maggio è stata la volta della Sinfonia n.7 che, partita dall’Italia, ha fatto diverse tappe in Inghilterra concludendo con un concerto al Southbank Centre di Londra. L’anno è terminato con un concerto straordinario che ha visto l’esecuzione delle ultime tre sinfonie di Mozart, tre grandi capolavori, indipendenti fra loro, ma che suonati consecutivamente hanno rivelato nuova bellezza e armonia nel poter scorgere i legami che li uniscono. Nel 2019 abbiamo ripreso la nostra ricerca sul Novecento storico con la Musica per archi, percussioni e celesta di Béla Bartók. In questo caso più che mai il cuore del progetto non è stata l’esecuzione dei concerti ma il percorso di studio. Ci siamo infatti recati a Budapest ad incontrare, per due lezioni su Bartók, il direttore d’orchestra Iván Fischer e il leggendario pianista Ferenc Rados. Questa continua ricerca e studio, sia in autonomia che sotto la guida di maestri, è una delle anime più forti e vitali di Spira mirabilis.

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