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L’usignolo ensemble

La traviata ballabile

sabato 23 Novembre 2024
alle ore
18:00

Puoi acquistare il tuo biglietto in loco presso la sede del concerto

(la biglietteria apre un'ora prima dell'inizio dello spettacolo)

oppure online su Liveticket seguendo questo link

*esclusi diritti di prevendita
usignolo in abbonamento

L’usignolo ensemble
Mirco Ghirardini quartino
Andrea Medici quartino
Fabio Codeluppi tromba
Valentino Spaggiari bombardino
Cristina Zambelli genis
Dimer Maccaferri corno
Gianluigi Paganelli tuba

 


Musiche di Giuseppe Verdi (1813 – 1901)
trascrizione per concerto a fiato Fabio Codeluppi

 

 

A seguire, aperitivo su prenotazione


Il nome L’usignolo deriva dal titolo di un valzer con cui il concerto a fiato ottocentesco dei Cantoni di Parma invitava con “cinguettii” virtuosistici la gente alle danze. Proprio dalla rivisitazione della tradizione dei “concerti a fiato” di Barco (Reggio Emilia) e dalla rielaborazione delle partiture da ballo di fine Ottocento parte la ricerca del gruppo L’usignolo, un settimino, fondato da Francesco Gualerzi e Mirco Ghirardini, che come dimensione si colloca a metà strada tra il concerto a fiato originario (12-13 elementi) e l’orchestrina da ballo di più ridotte dimensioni. La celebre partitura verdiana, La Traviata, viene in questo progetto riletta secondo la tradizione popolare dei ballabili emiliani, mettendone in luce la nobile matrice popolare e sentimentale.


L’usignolo ensemble è composto da cameristi e professionisti della musica classica che da anni porta avanti con successo un progetto di riscoperta delle tradizioni, rivisitando la pratica musicale dei “concerti a fiato” di Barco (Reggio Emilia) e rielaborando partiture di musica da ballo di fine Ottocento. Il settimino, fondato da Francesco Gualerzi e Mirco Ghirardini, si colloca come dimensione d’organico a metà strada tra il concerto a fiato originario (12-13 elementi) e l’orchestrina da ballo di più ridotte dimensioni (e differente per il tipo di strumenti impiegati). Il nome del gruppo è preso dal titolo del valzer – L’usignolo, appunto – con cui il concerto a fiato ottocentesco dei Cantoni di Parma invitava con “cinguettii” virtuosistici la gente alle danze.