EVENTO SPECIALE

Progetto Metamorfosi | Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti

Quartetto Indaco, Massimo Clavenna e gli Strumenti del mare

Sollima, Dvořák, Carovani, Vasks
giovedì 29 Maggio 2025
alle ore
20:30

Biglietti in vendita al botteghino presso la postazione dedicata GMI, alla biglietteria del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, nei seguenti giorni e orari:
Sabato 17 maggio: dalle 10 alle 13
Sabato 24 maggio: dalle 10 alle 13
Mercoledì 28 maggio: dalle 16 alle 19
Giovedì 29 maggio: dalle 16 fino ad inizio concerto

oppure in prevendita online su Liveticket seguendo questo link

*esclusi diritti di prevendita

Quartetto Indaco

Eleonora Matsuno violino
Ida Di Vita violino
Jamiang Santi viola
Cosimo Carovani violoncello

con la speciale partecipazione di
Massimo Clavenna contrabbasso


Giovanni Sollima (1962)
Sonnets et Rondeaux

Pēteris Vasks (1946)
Dal Quartetto per archi n. 5, secondo movimento “So distant … yet near”

Antonin Dvorak (1841 – 1904)
Quartetto per archi n. 12 “Americano” in fa maggiore, op. 96

Cosimo Carovani (1991)
“Senza Nome” | …è questo mare il paese più straziato…
Nuova commissione di Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, per quintetto d’archi, prima esecuzione

___________

Biglietti in prevendita su Liveticket o in vendita al botteghino presso la postazione dedicata GMI, alla biglietteria del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, nei seguenti giorni e orari:

Sabato 17 maggio: dalle 10 alle 13
Sabato 24 maggio: dalle 10 alle 13
Mercoledì 28 maggio: dalle 16 alle 19
Giovedì 29 maggio: dalle 16 fino ad inizio concerto

Interi: € 15 | Ridotti a partire da 7 euro

______

Crediti
Marta Lorenzon visual, Il violino del mare
Lucia Ottolini ritratto Quartetto Indaco
Roberto Cantaboni grafica


Un’occasione davvero straordinaria, a lungo pensata e costruita, accoglierà per la prima volta a Modena gli strumenti del mare realizzati all’interno del progetto Metamorfosi della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Affidatari dei preziosi strumenti saranno i componenti del Quartetto Indaco e il contrabbassista Massimo Clavenna.
Rivolgiamo uno speciale ringraziamento al Teatro Pavarotti-Freni per aver accolto questo progetto.

Gli strumenti del mare e il progetto Metamorfosi
Di fronte alla tragedia che vede il Mar Mediterraneo come il più grande cimitero d’Europa, e di fronte al dramma a cui stiamo assistendo quotidianamente di milioni di persone in fuga dalla fame e dalla guerra, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha voluto pensare a un progetto culturale e di conoscenza a cui ha dato il nome di Metamorfosi, per comunicare, soprattutto alle nuove generazioni, questo dramma contemporaneo. La proposta di porre lo sguardo su questi temi avviene attraverso non solo una metafora ma, appunto, una vera e propria “metamorfosi”: quella del legno delle barche dei migranti, trasportate dal molo Favarolo di Lampedusa al carcere di Opera, e trasformate dalle persone detenute in strumenti musicali – e oggetti di carattere sacro – affinché tutti possano conoscere una realtà, quella dei migranti, che viene spesso rimossa, guardata con indifferenza o affrontata e raccontata in modo ideologico. “Metamorfosi” perché questa mutazione del legno cambia anche chi la realizza e avvia un reale percorso di riscatto. Il progetto risponde al bisogno di comunicare una cultura dell’accoglienza e della dignità umana attraverso l’arte. Gli strumenti musicali creati nel carcere di Opera e nel carcere di Secondigliano a Napoli, diventano l’Orchestra del Mare: violini, viole, violoncelli e contrabbassi e, da quest’anno, anche strumenti tipici della tradizione mediterranea. Un’Orchestra che intende dare voce, attraverso la musica, a tutte le persone che hanno perso la vita in mare e a tutte le persone migranti ogni giorno costrette a fuggire dal proprio Paese a causa della guerra e della miseria. https://www.casaspiritoarti.it/it/

Al Quartetto Indaco, composto da Eleonora Matsuno e Ida Di Vita ai violini, Jamiang Santi alla viola e Cosimo Carovani al violoncello, con la speciale partecipazione di Massimo Clavenna al contrabbasso è stato commissionato il suggestivo programma musicale che chiuderà la Stagione 2024-2025 di MusicaCantoParola. Il Quartetto Indaco è uno dei più titolati, talentuosi e versatili quartetti italiani, vincitore del concorso internazionale di Osaka nel 2023 (e prossimo a debutti su palcoscenici importantissimi quali l’Accademia di Santa Cecilia di Roma e la Wigmore Hall di Londra) ricopre ormai un ruolo di prim’ordine nel panorama della musica cameristica italiana, spaziando dall’interpretazione del repertorio classico-romantico fino alla promozione della nuova musica. L’incontro tra gli Strumenti del mare della Fondazione Casa dello Spirito e delle arti e il Quartetto Indaco ha portato alla nascita di un programma musicale raffinato, comunicativo e portatore di valori profondi: la musica come incontro, riconoscimento, speranza.


“Emergeva uno splendore di suono meraviglioso, esecuzione impeccabile, perfezione di equilibrio e un senso complessivo di raffinatezza avvolgeva l’esecuzione del Quartetto Indaco, che dimostrava anche di essere capace di proiettare anche il più flebile sussurro di suono senza sforzo e di emettere grandi volumi di suono senza mai una traccia di bruttezza.” (R. Markow)

“Compatto, ricco di smalto e fervore, una vera rivelazione. Il Quartetto Indaco ha nelle sue frecce quelle che colpiscono il bersaglio con chiara precisione, concentrazione e grande abilità.” (il Giornale di Vicenza)

Il Quartetto Indaco è nato per essere la massima espressione di quattro visioni che affondano le loro radici lontano nel passato e nelle passioni di ognuno dei suoi componenti. L’amore per la ricerca, per la pluralità dei generi e per le mille declinazioni delle voci di oggi, di ieri e del futuro, sono il motore costante che l’Indaco porta sempre sui tanti palchi calcati con sincerità, freschezza e dedizione. La formazione del quartetto viene vissuta dai suoi componenti come un laboratorio artistico e sociale, un circolo che include nel suo viaggiare tutti coloro che lo hanno accompagnato.
Costituto da Eleonora Matsuno e Ida Di Vita violini, Jamiang Santi viola e Cosimo Carovani violoncello, il 18 maggio 2023, dopo quattro round in cui si sono confrontati dieci quartetti provenienti da tutto il mondo, il Quartetto Indaco vince il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka, in Giappone. Il Concorso, tra i più importanti del panorama internazionale e tra i pochi per quartetto riconosciuti dalla Federazione Mondiale dei Concorsi, ha assegnato all’Ensemble italiano il Primo Premio e altri due Premi Speciali. Questa vittoria ha un portato storico: è la prima volta infatti che un Quartetto italiano vince il Primo Premio ad uno dei grandi concorsi per quartetto d’archi, un segnale dell’altissimo livello ormai raggiunto dai musicisti italiani, ma anche dell’estro e della felice libertà creativa del Quartetto Indaco, che ha convinto la Giuria internazionale presieduta dal grande violoncellista giapponese
Tsuyoshi Tsutsumi.

Ognuno dei componenti del quartetto ha una formazione trasversale, che va dall’insegnamento, alla musica antica, fino a ruoli di leading in orchestra. Altra peculiarità è quella di avere un “compositore in residence”, che è lo stesso violoncellista del gruppo, che scrive attivamente per la sua formazione, componendo brani cuciti su misura, insieme a musiche ed arrangiamenti originali per i molti progetti che il quartetto ama sempre sviluppare; primo fra tutti il progetto “Moto Contrario” incentrato sulle disabilità psichiche, patrocinato dalla piattaforma europea MERITA e in collaborazione con la Visual Artist Letizia Castellano, che sviluppa un percorso narrativo tra la storia di Robert Schumann e quella della violinista anglo coreana Sarah Kim-Cross, la quale si è proposta, con le sue parole, di portare all’attenzione dell’umanità il suo percorso doloroso attraverso la malattia e tutte le sue implicazioni. Una delle grandi missioni del quartetto, oltre all’insegnamento nelle maggiori istituzioni statali, è quella di ricreare e riscoprire l’esperienza propria della musica da camera, portandola anche in luoghi inconsueti – come le carceri- e lavorare con le scuole e le imprese usando il quartetto come metafora di ascolto, crescita, accettazione e condivisione aperta.

Il quartetto è anche il promotore, insieme all’Orchestra Milano Classica, della quale è quartetto in residence dal 2017, del format Qu.B.E. (Quartet Based Ensemble) che unisce la profonda conoscenza dell’orchestra da camera a quella del quartetto, lavorando su progetti di adattamento e approfondimento del repertorio per orchestra d’archi. Il quartetto vanta di collaborazioni con artisti internazionali quali: Alexander Lonquich, Alessandro Taverna, Giovanni Bietti, David Krakauer, Mao Fujita, Avi Avital, Julian Bliss, Uri Caine, Claudia Barainsky.
Nato nella culla italiana del quartetto della Scuola di Musica di Fiesole grazie all’impulso di Piero Farulli, accanto al percorso accademico con il loro mentore Oliver Wille (Kuss Quartet), il quartetto si è formato con grandi personalità della scuola quartettistica come: Günter Pichler (Primarius Alban Berg Quartet), Reiner Schmidt (Hagen Quartet) e il grande vate tedesco del quartetto
Eberhard Feltz.
Recentemente si è esibito presso l’Accaddemia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e a settembre debutterà alla Wigmore Hall di Londra.
Eleonora Matsuno suona il violino del 1869 di J. B. Vuillaume appartenuto a Paolo Borciani il leggendario primo violino del Quartetto Italiano, grazie ad un prestito privato. Ida di Vita suona un violino del 1832. Jamiang Santi suona una viola del 2019 a lui dedicata dal liutaio polacco Adam Stalmach. Cosimo Carovani suona un violoncello Charles Claudot del 1840
Il Quartetto Indaco è un Artista Pirastro.

Massimo Clavenna si è diplomato in contrabbasso nel 1989, sotto la guida di Ezio Pederzani, presso il Conservatorio G. Verdi di Milano dove ha frequentato anche il corso di Composizione Sperimentale con Davide Anzaghi. Ha seguito corsi di perfezionamento in musica da camera con Thomas Brandis e Alexandre Broussilovsky e, per il contrabbasso, con Leonardo Colonna, Giuseppe Ettorre (presso l’Accademia L. Perosi di Biella), Franco Petracchi (Accademia W. Stauffer, Cremona) e Francesco Siragusa (Milano Muscic Master). Ha frequentato il corso F.S.E. dell’Accademia Filarmonica del Teatro alla Scala, ricevendo la qualifica di “Tutor” per il corso
successivo. In qualità di contrabbassista del Quintetto Modigliani è risultato vincitore assoluto con il massimo dei voti alla 7.ma Rassegna Nazionale di Musica da Camera Città di Genova e primo classificato al Concorso Internazionale di Esecuzione Strumentale Rovere d’Oro – 1989 di San Bartolomeo (IM). Ha fatto parte dell’Orchestra Mondiale delle Jeunesses Musicales ed ha collaborato con diverse formazioni sinfoniche, tra le quali l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, l’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, la Filarmonica e l’Orchestra del Teatro alla Scala e, come primo contrabbasso, con l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, l’Orchestra Milano Classica e l’orchestra lirica dei “Pomeriggi Musicali“. Ha collaborato a importanti realizzazioni discografiche sia in ambito classico (per Amadeus e per le edizioni Bongiovanni) che in ambito jazz e pop, con autori quali Fabrizio de Andrè (Anime Salve), Tullio de Piscopo (Pasion Mediterranea) e Bruno Tommaso (La sequenza degli armonici). Dal 2007 al 2021 ha ricoperto il ruolo di primo contrabbasso solista nei Festival Strings Lucerne.